SEO per e-commerce: l’importanza della velocità

Seo Ecommerce

Sappiamo che la rivoluzione tecnologica ha cambiato molti dei presupposti su cui si fondava il mondo del retail, ridefinendo quello in cui viviamo come “il decennio dell’e-commerce digitale”.

Nel contesto quotidiano della società contemporanea, la velocità viene vista come una competenza imprescindibile, in cui chi rallenta diviene un elemento disturbante e considerato un vero e proprio ostacolo al progresso. Il mondo del web funziona esattamente allo stesso modo, soprattutto se parliamo di comunicazione e gestione delle attività commerciali on line: più semplicemente, di e-commerce. La SEO per la realizzazione di e-commerce comprende diverse attività di ottimizzazione che puntano ad ottenere un buon posizionamento; tra queste: keyword research, analisi dei contenuti, link building, struttura dei link interni, attività di Digital PR, struttura e architettura dell’e-commerce, personalizzazione della User Experience e, ultima ma non meno importante, velocità di caricamento del sito web. I siti web, e più nello specifico gli e-commerce, seguono, difatti, il paradigma sopracitato, in cui la velocità fa da padrone.

La società prevede che siamo sempre veloci e aggiornati? L’on-line pure. Basti pensare che:

  • Il 40% degli utenti abbandona un sito web se impiega più di 3 secondi a caricare;
  • Il 47% degli utilizzatori si aspetta che un sito impieghi massimo 2 secondi per il caricamento;
  • 1 secondo in più nel caricamento della pagina porta a un calo del 7% nelle conversioni.

Dati alla mano, vi sembra poco? La lentezza di un sito non ne penalizza solo il posizionamento, ma anche il numero di visite e di possibili acquirenti. Facciamo un esempio concreto: se il vostro e-commerce vende 2000€ al giorno e le pagine si caricano con 1 secondo di ritardo, state perdendo più di 50.000€ l’anno.

Possiamo dunque affermare che, in un era in cui la velocità è diventata un vero e proprio valore, sprecare tempo equivale a sprecare denaro, e un sito mal progettato, e quindi lento, può causare ingenti perdite come potenziali clienti e in termini di vendite.

Cosa ci dicono le statistiche: il tasso di abbandono e la frequenza di rimbalzo.

La lentezza di un sito è senza ombra di dubbio una delle prime cause di insoddisfazione per l’utente e le aziende sono perfettamente consce che i propri clienti non amano aspettare e “fare la coda”, perdendo più tempo del previsto.

Le statistiche più recenti indicano che il tasso di abbandono di un sito web arriva al 30% se il tempo di risposta di una pagina supera i 4 secondi e raggiunge il 55% quando si arriva ai 10 secondi di attesa. Internet, d’altronde, è un tripudio di contenuti e risorse analoghe possono essere trovate tranquillamente altrove, specialmente in una pagina competitor. In poche parole, se l’esperienza su un sito non è soddisfacente, l’utente preferisce chiudere quella pagina e visitarne un’altra.

Questo fenomeno viene comunemente denominato “frequenza di rimbalzo” (tasso di bounce rate) e indica la percentuale di visitatori che, “atterrati” su un sito, si limitano a visitare una sola pagina e poi “scappano”, rimbalzando via.

Ecco che, una delle maggiori cause di una elevata frequenza di rimbalzo è relativa alla velocità del sito: un sito che si carica lentamente avrà anche un’alta frequenza di rimbalzo, che diventa a sua volta un indicatore indiretto di un sito web poco performante o lento, segnalando a Google che il servizio offerto da quel sito non è di qualità. D’altro canto, se tra i primi risultati di ricerca si posizionassero siti web lenti a caricarsi quale sarebbe la qualità del servizio offerto dal motore di ricerca? Dunque, maggiore è la frequenza di rimbalzo, maggiore sarà l’incidenza negativa sul ranking del sito sul motore di ricerca e, di conseguenza, sull’efficacia e sull’efficienza del servizio offerto ai propri clienti.

Cosa succede alle aziende “lente”?

Sappiamo che Google mette gli utenti e la loro soddisfazione al primo posto ed attribuisce sempre più peso ad alcuni fattori che sono direttamente legati all’ottimizzazione del proprio sito web. Tra questi, oltre al tempo trascorso su un sito, al numero di pagine visitate, ed altri, troviamo in pole position la velocità di caricamento. Se questa manca, si assiste a una “penalizzazione a cascata” che porta inevitabilmente ad un calo delle visite al sito web, causato dalla perdita di posizione sulle SERP di Google, e successivamente anche ad una riduzione del numero di potenziali nuovi clienti.

Si registrano anche alcuni casi di aziende molto famose in cui la lentezza del sito web (soprattutto e-commerce) ha influito negativamente anche sul web marketing, sulla reputazione e sul brand dell’impresa. Il tutto dovuto a clienti “poco pazienti” che si lamentavano apertamente delle performance scadenti del sito, anche con recensioni negative riguardanti il servizio.

Come fare per sapere se un sito è veloce?

Abbiamo appena visto come questa sia una domanda fondamentale da porsi e come il tempo di caricamento e di fruizione del proprio sito web giochi un ruolo decisivo nell’esperienza dell’utente, il cui interesse è quello di trovare ciò che sta cercando il più velocemente possibile. Per capire se il nostro sito soddisfa i canoni sopracitati, Google mette a disposizione una risorsa capace di verificarne la velocità: PageSpeed Insights. Questo strumento è molto semplice da utilizzare: basta inserire la propria URL, avviare l’analisi e il tool restituirà un punteggio su una base di 100, oltre a essere in grado di verificare la velocità del sito sia in versione desktop (da computer fisso), sia mobile (smarthphone o tablet), indicando i miglioramenti che possono essere eseguiti per incrementarne ulteriormente le performance. Anche se PageSpeed Insight è uno dei tool più gettonati sul mercato, è anche vero che le modifiche pratiche che propone devono essere gestite da mani esperte, dagli addetti ai lavori, perché se svolte in maniera errata potrebbero causare danni al funzionamento del sito.

Esistono altri strumenti gratuiti, oltre a PageSpeed Insight, funzionali all’analisi e alla valutazione delle performance. In parole semplici, se notate che il vostro sito è lento o siete semplicemente curiosi di valutare il ‘comportamento’ della vostra pagina web o e-commerce, in alternativa potete utilizzare:

GT Metrix: uno strumento ideato da Yahoo! In collaborazione con YSlow, Google PageSpeed, Firefox, Firebug ed altre aziende che fornisce un’analisi dettagliata ed efficace per migliorare la velocità della propria pagina web.

Pingdom Tool: un tool che permette di analizzare il sito e misurare la velocità della singola pagina oltre che dei singoli file durante il loro caricamento.

Webpage Test: rispetto ai precedenti consente anche di simulare l’utilizzo di differenti browser o sistemi operativi oltre alla provenienza geografica della ricerca.

Come migliorare la velocità del vostro sito?

Arrivati a questo punto, si è capito che per un buon posizionamento sui motori di ricerca la velocità di un sito web è fondamentale, e concorre, insieme ad altri elementi, al ranking in SERP, e perciò non può essere sottovalutata. Premettendo che non c’è una velocità ottimale, possiamo però affermare che più il caricamento è veloce, maggiore è la soddisfazione dei clienti.

Cosa fate se vi accorgete che il vostro sito carica troppo lentamente? I problemi potrebbero essere svariati, ma la prima cosa è sicuramente analizzare l’Hosting. L’Hosting altro non è se non un servizio di rete che consiste nell’allocare su un server le pagine di un sito web o un’applicazione web, rendendolo così accessibile dalla rete Internet e ai suoi utenti. L’hosting rappresenta un elemento fondamentale per la velocità di caricamento delle pagine e troppo spesso viene sottovalutato da chi deve comprare un dominio e uno spazio web.

Quello che bisogna tenere a mente è che un utente che consulta una pagina web, sta di fatto accedendo ad un software: vale a dire che sta aprendo dei file da un computer remoto. Se il server è veloce, il caricamento delle pagine del sito che si sta visitando sarà anch’esso veloce. L’obiettivo è eseguire in brevissimo tempo il codice (es. PHP) e caricare centinaia di file (es. immagini, CSS, Javascript, ecc.).

Come scegliere l’Hosting giusto?

La scelta dell’hosting giusto per il sito web parte innanzitutto dall’analisi delle caratteristiche del sito che si sta realizzando. Queste comprendono:

  • la tipologia di sito;
  • il software che si utilizza (un CMS, un sito costruito ad hoc, ecc.);
  • la quantità di informazioni ed immagini da caricare, ecc.

Scegliere l’hosting giusto per soddisfare le esigenze del vostro sito, e di conseguenza quelle dei clienti di un e-commerce, è dunque una mossa delicata nella grande scacchiera del web. Vi è da tener in considerazione che questa decisione può a tutti gli effetti avere un impatto determinante sulla capacità di speed load del sito (anche oltre il 70% di differenza) e per questo, prima di prenderla, anche in questo caso, è utile rivolgersi a esperti di settore.

L’importanza della velocità del mobile.

La navigazione internet da smartphone e tablet ha ormai superato quella da desktop.Chi naviga sul web da mobile, spesso lo fa quando in assenza di connessione WiFi e quindi con connessioni molto più lente, dunque questi utenti hanno bisogno di pagine più leggere, che caricano in meno tempo.La velocità di caricamento di un sito è quindi una caratteristica ancora più importante quando si parla di posizionamento sulle SERP mobili, che possono essere molto differenti rispetto alle SERP desktop proprio perché danno un peso maggiore e diverso ad alcuni fattori, tra questi la velocità di caricamento gioca un ruolo fondamentale.

Conclusioni

Alla luce di quanto detto, il tempo di caricamento delle pagine di un sito web gioca un ruolo importantissimo nell’esperienza dell’utente e la velocità è indiscutibilmente una priorità, anche perché più è veloce il caricamento, più soddisfatti sono i clienti.

Premettendo che non c’è una velocità ottimale da ottenere, rispetto a quanto visto fin’ora, diciamo che bisognerebbe cercare di raggiungere un caricamento medio pari ad almeno 2 secondi e, in generale, non bisognerebbe mai andare oltre i 6/7 secondi.

Insomma, l’importante non è solo esserci, ma essere veloci!

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