cloud

4 parole per la rivoluzione IT del cloud

Forse il titolo non è decisamente corretto, ma fa capire molto bene il concetto di ciò che vogliamo dimostrare.

Sarebbe meglio usare delle locuzioni, ma questa piccola discrepanza non vuole incidere sul fatto che il cloud potrebbe generare una sorta di innovazione digitale, una vera e propria rottura con il passato IT che non si può di certo ignorare.

E proprio a dimostrare quello che si sostiene non ci sono solo i tanti slogan marketing e modaioli che inneggiano al cloud anche per servizi e prodotti che non recepiscono la vera natura della nuvola.

Sono presenti invece i termini che si sentono utilizzare negli ambienti tecnici e che sembrano dominare il palcoscenico IT.

Termini che potrebbero presentare nuove tecnologie come attori che da semplici comparse potrebbero diventare dei veri protagonisti della scena, pronti a ricevere il maggior numero di critiche, positive e negative che siano.

E per chi ancora non ci vuole credere, è sufficiente citare quattro locuzioni che stanno iniziando a poter  interessare tutti i settori afferenti all’IT e cominciano a intravedersi sulle pagine dei siti Web specializzati e nei titoli di molte testate.

Infatti, si parla sempre di più di Internet delle Cose o Internet of Things (IoT), di Software-Defined Network (SDN) e del componente OpenFlow, di NetworkFunctions Virtualiztion (NFV) e OpenCompute Project (OCP).

Per chi ancora non conoscesse questi termini, è forse il caso di mettersi alla pari per non trovarsi indietro in un mondo IT a cui il cloud sta letteralmente sconvolgendo i connotati.

amazon

Progetto Amazon per sfidare Google AdWords?

Secondo alcune indiscrezioni che sono state  riportate dal Wall Street Journal (WSJ), Amazon starebbe decidendo di preparare “un piano d’attacco” per poter contrastare l’attuale leader del settore ads, Google AdWords.

La maggior parte dei siti internet  anche quelli ospitati sulla piattaforma Amazon AWS, si affidano al servizio di Mountain View (capace di poter portare nelle casse di Google 50 miliardi di dollari all’anno) lasciando ben poco spazio agli ads Amazon.

Il nome del servizio, prosegue il WSJ, potrebbe essere Amazon Sponsored Link mentre il periodo di inizio testing della piattaforma sarebbe proprio previsto entro la fine del 2014.

Il funzionamento dovrebbe invece essere decisamente molto simile a quello di Google AdWords: i banner pubblicitari che sarebbero stati visualizzati varieranno in base alle parole chiave che sarebbero digitate dagli utenti e potranno figurare non solo nei motori di ricerca ma anche su qualsiasi sito internet.

L’attacco alla corazzata Google prevederà dei considerevoli sforzi da parte di Amazon, soprattutto per quanto riguarda lo scaling della propria infrastruttura in base anche alle nuove esigenze di ricerca, campo in cui Mountain View primeggia.

L’accesso ad un vasto database di informazioni relative alle abitudini dei propri consumatori, è un buon punto di partenza per Amazon che potrebbe riuscire nell’impresa.

Amazon e Google, ha riferito infine il WSJ, non hanno ancorarilasciato alcuna dichiarazione ufficiale in merito alle presunte indiscrezioni.

 

VMware

VMware acquisisce CloudVolumes

CloudVolumes, uno degli ultimi acquisti VMware, ha l’obiettivo di poter rafforzare il parco offerte dei servizi di virtualizzazione desktop Horizon.
VMware ha da poco acquisito CloudVolumes, la nuova startup che ha realizzato un software che si occupa di poter separare nelle virtual machine le applicazioni dall’infrastruttura sottostante, un sistema operativo incluso, in modo da poterle anche spostare da un ambiente di lavoro all’altro e in modo istantaneo.

L’acquisto VMware non è la spia di un interesse per l’azienda nei confronti del deploying di applicazioni nei server, ovvero l’ambito in cui lavorava CloudVolumes: dietro all’arrivo della startup in realtà è presente la volontà di poter rinvigorire il porfolio di servizi destinati alla virtualizzazione desktop, in una sola aorola parliamo della Horizon.

Secondo quanto è stato dichiarato da Sumit Dhavan, (vice presidente senior e general manager per i prodotti desktop ed end-user computing presso VMware) con l’utilizzo del nuovo software a disposizione i clienti potranno essere in grado di poter creare sistemi di application delivery in tempo reale.

Per le aziende questo potrebbe significare di poter disporre di una gestione centralizzata delle applicazioni, dalla disponibilità di queste ultime fino agli aggiornamenti:

“[la tendenza dei] clienti è quella di modernizzare le proprie architetture Windows di application delivery [per renderle] simili a quelle mobile  IT” ha dichiarato Dhavan.